Il turismo a Maratea dal 2000 al 2025: esercizi, posti letto, arrivi e presenze

Maratea ha una lunga storia di turismo che i numeri raccontano con precisione. Questa analisi ripercorre l’ultimo quarto di secolo di esercizi ricettivi, posti letto, arrivi e presenze di italiani e stranieri, per capire come è cambiata la nostra località e che cosa possiamo aspettarci per il futuro.

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Per una destinazione come Maratea il turismo occupa un posto centrale nella vita economica e sociale del territorio. Se ne parla spesso per sensazioni (l’estate piena, l’inverno vuoto, i locali che chiudono o che aprono) ma raramente si guarda a una serie storica lunga che permetta di distinguere le impressioni dai fenomeni strutturali. Questo articolo prova a colmare il vuoto con un’analisi di oltre un quarto di secolo di numeri.

La serie utilizzata unisce i dati statistici per il periodo 1999-2022 (fonte: APT) con quelli per gli anni 2023-2024 (fonte: APT) e per il 2025 (fonte: APT) ed è il frutto di una rielaborazione di Marateaclub. Gli indicatori analizzati sono gli esercizi ricettivi, i posti letto standard, gli arrivi e le presenze, ai quali si aggiunge la permanenza media che ne deriva. Dove utile i dati sono letti separando italiani e stranieri.

Una premessa di metodo è indispensabile. Dal 2024 i dati degli esercizi turistici comprendono anche le locazioni turistiche, che in precedenza erano escluse dal calcolo. La serie quindi si divide in due tratti. Fino al 2023 i numeri sono confrontabili tra loro mentre dal 2024 misurano una platea più ampia. Su questo punto si tornerà in ogni sezione perché condiziona la lettura degli ultimi due anni e va tenuto presente da chiunque voglia usare questi dati per decisioni di marketing territoriale a Maratea o altrove in Basilicata.

La Capacità ricettiva di Maratea

La capacità ricettiva si misura con due indicatori, gli esercizi ricettivi e i posti letto standard. Per quasi un quarto di secolo l’offerta ricettiva di Maratea è cresciuta soprattutto nel numero di strutture e molto meno nella loro capacità complessiva. Tra il 1999 e il 2023 gli esercizi sono passati da 27 a 86 (+219%) mentre i posti letto standard sono saliti da 3.192 a 3.671 (+15%). Il divario tra le due curve è il dato più interessante dell’intera sezione.

Il risultato è una dimensione media delle strutture che si è ridotta in modo molto netto. Nel 1999 ogni esercizio disponeva in media di circa 118 posti letto standard mentre nel 2019 la media era scesa a 53 e nel 2023 a 43. Più che di una crescita dell’offerta si può parlare di una sua frammentazione in unità mediamente più piccole.

Dal 2024 il quadro cambia anche sul piano statistico. Con l’ingresso delle locazioni turistiche nel calcolo gli esercizi salgono a 167 nel 2024 e a 314 nel 2025 e i posti letto standard a 3.854 e 4.335. Sono numeri che fotografano un perimetro più largo e che per questo non vanno letti come una crescita fisica dell’offerta di pari entità.

Esercizi ricettivi

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Gli esercizi ricettivi sono le strutture che offrono alloggio ai turisti e la loro storia a Maratea è fatta di tre fasi. Tra il 1999 e il 2005 il numero cresce da 27 a 39 e poi, per quasi un decennio, resta sostanzialmente stabile con valori compresi tra 37 e 47. Dal 2010 (41 esercizi) comincia una crescita più regolare che porta a 50 strutture nel 2015.

Il periodo 2015-2019 è quello della maggiore accelerazione, con un picco nel 2017 quando si passa da 52 a 61 esercizi in un solo anno. Nel 2019 se ne contano 67, due volte e mezzo quelli del 1999. La pandemia lascia il segno nel 2021 con 60 esercizi contro i 69 dell’anno precedente (-13%), un calo che segnala una selezione dell’offerta anche se i dati non ne chiariscono le cause. Il 2022 recupera a 71 e il 2023 sale a 86 (+21%).

I valori del 2024 (167) e del 2025 (314) vanno trattati con particolare cautela. Quasi certamente descrivono l’emersione statistica di un’offerta già presente sul territorio piuttosto che la nascita improvvisa di centinaia di nuove attività. Per chi si occupa di marketing territoriale la novità è comunque utile perché la rilevazione ora intercetta una parte di ospitalità che prima sfuggiva alle statistiche ufficiali.

Posti letto standard

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I posti letto standard corrispondono ai posti letto totali delle strutture meno quelli aggiungibili. Questo indicatore mostra una stabilità sorprendente. Dopo l’aumento iniziale da 3.192 (1999) a 3.435 (2003), pari al +7,6%, il dato oscilla per vent’anni in una forbice molto stretta, tra 3.414 e 3.565, con una variazione inferiore al 5%. L’offerta fisica di Maratea è rimasta quasi immobile mentre intorno a lei cambiava tutto.

La distanza rispetto alla domanda è evidente. Tra il 1999 e il 2019 i posti letto standard crescono dell’11% mentre gli arrivi aumentano del 109% e le presenze del 67%. Ne deriva che le presenze per posto letto standard passano da 46 a 69 all’anno. Come indicatore grezzo di utilizzo (presenze divise per posti letto standard per 365 giorni) si va da circa il 13% a circa il 19%, un valore che va considerato prudenzialmente un minimo perché molte strutture non sono aperte tutto l’anno.

Dal 2023 la serie riprende a salire con 3.671 posti letto standard (+3,3%), 3.854 nel 2024 (+5,0%) e 4.335 nel 2025 (+12,5%). Le strutture aggiunte tra il 2022 e il 2025 hanno in media poco più di tre posti letto standard ciascuna, un valore compatibile con piccoli appartamenti. È quindi ragionevole pensare che la capacità effettiva sia cambiata meno di quanto indichi il +22% registrato dal 2022 al 2025.

Gli arrivi a Maratea

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Gli arrivi, cioè i clienti che prendono alloggio nelle strutture ricettive, sono più che raddoppiati in vent’anni passando da 29.812 nel 1999 a 62.348 nel 2019 (+109%). Il massimo storico prima della pandemia è del 2018 con 65.525 arrivi mentre il 2025 si ferma a 63.542, cioè il 3% sotto quel picco. La soglia del doppio rispetto al punto di partenza viene superata già nel 2017 con 65.166 arrivi.

Il percorso non è stato lineare. Tra il 1999 e il 2003 gli arrivi crescono del 54% e arrivano a 45.859. Segue un lungo plateau che dura fino al 2014 con valori compresi tra 42.700 e 49.600 arrivi e solo dal 2015 la curva riprende a salire con decisione fino al record del 2018. Nel 2019 il dato cala del 4,8% e nel 2020 il Covid lo riporta a 37.980 (-39%).

La composizione per provenienza ha una sua stabilità. Gli italiani costituiscono l’ossatura del movimento con circa quattro arrivi su cinque (in genere tra il 77% e l’85% del totale) mentre la quota degli stranieri oscilla nel tempo: 17,9% nel 1999, un massimo del 23,0% nel 2006, un minimo del 14,9% nel 2012, 17,5% nel 2019 e 18,9% nel 2025. L’andamento complessivo segue quindi da vicino quello degli italiani mentre gli stranieri ne modulano l’intensità.

La ripresa dopo la pandemia porta a 48.968 arrivi nel 2021 e a 53.963 nel 2022 per poi fermarsi a 53.175 nel 2023, un valore ancora pari all’85,3% del 2019. Nel 2024 gli arrivi salgono a 55.654 (+4,7%) e nel 2025 crescono di un altro 14,2% superando del 2% il livello del 2019. È un segnale positivo ma va letto tenendo conto del nuovo perimetro di rilevazione, che rende meno solido l’apparente ritorno ai livelli precedenti alla pandemia.

Arrivi italiani

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Gli arrivi di turisti italiani sono passati da 24.480 nel 1999 a 51.444 nel 2019 (+110%). La crescita più rapida si concentra nei primi anni, con 36.809 arrivi già nel 2003 (+50% in quattro anni), mentre il 2006 segna una flessione a 33.774 (-5,5% sul 2005) prima di una nuova risalita.

Dal 2008 al 2016 gli arrivi crescono con qualche oscillazione da 38.853 a 46.186. Nel 2017 la curva fa un balzo del 16,9% e arriva a 53.998 arrivi, il valore più alto dell’intera serie e non ancora superato nemmeno nel 2025. Nel 2019 il dato scende a 51.444 ma resta su livelli molto elevati.

La pandemia riduce gli arrivi italiani a 36.179 nel 2020 (-29,7%). Seguono 45.188 nel 2021, 46.076 nel 2022 e 43.955 nel 2023, un anno in cui il dato è ancora l’85% di quello del 2019. Nel 2024 si sale a 46.633 e nel 2025 a 51.558, praticamente identico al 2019 (+0,2%). Resta da ricordare che gli ultimi due anni poggiano su una base di rilevazione più ampia.

Arrivi stranieri

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Gli stranieri raddoppiano quasi gli arrivi nei primi sette anni, da 5.332 nel 1999 a 10.095 nel 2006 (+89%). Poi arriva una lunga fase di arretramento che porta il dato a 7.251 nel 2012, il 28% in meno rispetto al picco. Per diversi anni la componente estera di Maratea ha quindi perso terreno mentre quella italiana cresceva.

La ripresa comincia nel 2013 con 7.578 arrivi e procede con regolarità fino al 2018, anno in cui si tocca il massimo con 11.991 (+65% rispetto al 2012). Il 2019 si chiude a 10.904 e il 2020 ne conta appena 1.801, con un crollo dell’83,5% che mostra quanto questa componente dipenda dalla mobilità internazionale.

La ripresa dopo la pandemia è graduale. Si passa da 3.780 nel 2021 a 7.887 nel 2022 e a 9.220 nel 2023 (85% del 2019), con un lieve arretramento a 9.021 nel 2024. Nel 2025 il dato sale a 11.984, un livello quasi identico al record del 2018 e superiore del 10% al 2019. Un aumento del 32,8% in un solo anno coincide con l’ampliamento della platea statistica, per cui la cautela suggerisce di attribuire almeno in parte il salto a questo fattore. I dati disponibili inoltre non indicano le nazionalità, e senza questa informazione non è possibile dire quali mercati abbiano guidato l’andamento.

Le presenze a Maratea

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Le presenze, cioè le notti effettivamente trascorse sul territorio, sono il vero indicatore dell’impatto economico del turismo. Il totale passa da 146.734 nel 1999 a 244.369 nel 2019 (+67%), una crescita sensibilmente inferiore a quella degli arrivi (+109%) che anticipa il tema della permanenza media. Il massimo prima della pandemia è del 2018 con 251.680 notti, il 71,5% in più rispetto al 1999.

L’andamento ricalca quello degli arrivi con qualche differenza. Dopo la forte crescita iniziale (191.358 nel 2003) si registra una flessione a 155.220 nel 2006 e poi una risalita fino ai 214.271 del 2012. Tra il 2012 e il 2018 arriva una nuova spinta del 17,5%. La crescita è stata meno lineare di quella degli arrivi con due fasi di rallentamento (2004-2006 e 2009-2011).

Il 2019 chiude a 244.369 (-2,9% sul 2018) e il 2020 a 155.159 (-36,5%). Nel 2021 si arriva a 212.608 (+37%), un rimbalzo vigoroso trainato dagli italiani, mentre nel 2022 il dato scende a 203.521 (-4,3%) e nel 2023 si ferma a 205.950, pari all’84,3% del 2019. La pandemia ha dunque lasciato strascichi lunghi sulle notti trascorse.

Il 2024 riporta le presenze a 240.777 con un +16,9% che sorprende se confrontato con l’incremento degli arrivi (+4,7%). Una simile divaricazione può dipendere da soggiorni più lunghi oppure dall’ingresso di strutture prima escluse e i dati a disposizione non permettono di stabilire in che misura abbia pesato ciascun fattore. Nel 2025 si sale a 259.403 (+7,7%), il massimo storico e il 3,1% in più rispetto al 2018, in un contesto statistico ormai diverso da quello degli anni precedenti.

Gli italiani generano circa l’88% delle notti mentre la quota degli stranieri, che era del 17,7% nel 1999 e aveva toccato il 22,0% nel 2006, si è ridotta all’11,7%. Il peso della componente estera sulle presenze è quindi molto inferiore a quello che ha sugli arrivi, un divario che la sezione sulla permanenza media aiuterà a spiegare.

Presenze italiani

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Le presenze degli italiani crescono da 120.710 nel 1999 a 216.719 nel 2019 (+79,5%). Il 2003 è un primo picco con 158.505 notti, seguito da un’anomalia evidente nel 2006 quando il dato scende a 121.142 (-20,5% in un anno) mentre gli arrivi italiani calano di appena il 5,5%. Un calo così marcato delle notti meriterebbe una verifica presso la fonte.

Dopo il 2006 la crescita è nel complesso costante. Si passa da 154.766 nel 2008 a 191.019 nel 2012 e a 204.586 nel 2016. Con il 2017 si arriva a 220.053 e nel 2018 a 220.314, il livello più alto fino al 2025. Il 2019 si ferma a 216.719.

La pandemia porta il dato a 150.897 nel 2020 (-30,4%), ma il 2021 recupera con 202.575 notti, il 93,5% del 2019 e una cifra molto superiore al recupero degli arrivi, segno di soggiorni più lunghi in un anno dominato dal turismo di prossimità. Nel 2022 e nel 2023 le presenze si fermano intorno a 183.000 (circa l’85% del 2019), poi salgono a 218.323 nel 2024 (+19,0%) e a 229.042 nel 2025, il valore più alto di sempre. Una parte della crescita recente potrebbe derivare dal nuovo perimetro di rilevazione.

Presenze stranieri

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Le notti degli stranieri raggiungono il picco nel 2002 con 35.613 presenze, partendo da 26.024 nel 1999. Da quel momento inizia una lunga erosione che le porta a 22.745 nel 2013, il 36% in meno rispetto al massimo. È una discesa più profonda e più duratura di quella degli arrivi stranieri, che nello stesso periodo avevano continuato a muoversi su livelli superiori a quelli del 1999.

Il rimbalzo del 2014-2018 (da 25.003 a 31.366) restituisce parte del terreno perduto ma non basta a recuperare il massimo storico. Nel 2019 le presenze straniere sono 27.650, appena il 6,2% in più rispetto al 1999. In vent’anni gli arrivi stranieri sono raddoppiati (+104,5%) mentre le loro notti sono rimaste sostanzialmente ferme.

Nel 2020 il dato crolla a 4.262 (-84,6%) e risale lentamente a 10.033 nel 2021, 19.615 nel 2022 e 22.558 nel 2023 (82% del 2019). Dopo il 22.454 del 2024 arriva il 30.361 del 2025 (+35,2%), che resta comunque inferiore del 15% al picco del 2002 e del 3% al valore del 2018. Anche nel momento migliore, quindi, le notti straniere non hanno ancora raggiunto il loro massimo storico.

La permanenza media a Maratea

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La permanenza media, ottenuta dividendo le presenze per gli arrivi, è forse l’indicatore che racconta meglio il cambiamento del turismo a Maratea. Nel 1999 ogni ospite si fermava in media 4,92 notti mentre nel 2006 si è toccato il minimo con 3,54. Nel 2019 la media era di 3,92 e nel 2025 è di 4,08, con alcuni rimbalzi legati a circostanze particolari (4,41 nel 2012, 4,34 nel 2021 e 4,33 nel 2024). Il quadro generale è quello di un accorciamento progressivo dei soggiorni.

La distinzione tra italiani e stranieri aiuta a capire dove si concentra il fenomeno. Gli italiani passano da 4,93 notti nel 1999 a 4,21 nel 2019 e risalgono a 4,44 nel 2025. Gli stranieri partono da 4,88 (praticamente come gli italiani) e scendono a 2,54 nel 2019, restando a 2,53 nel 2025. La permanenza dei visitatori esteri si è dunque dimezzata e lo ha fatto con gradualità: 4,05 nel 2002, 3,38 nel 2006, 3,21 nel 2012, 2,64 nel 2017. Si può ipotizzare che Maratea sia entrata nei circuiti di un turismo più itinerante e meno stanziale, ma si tratta di una lettura da verificare con dati sui mercati di provenienza e sulle tipologie di soggiorno.

Per chi si occupa di marketing territoriale questo è il punto con le maggiori implicazioni pratiche. A titolo puramente aritmetico, se ogni straniero arrivato nel 2025 (11.984) si fermasse una notte in più le presenze totali aumenterebbero di circa il 4,6%, senza bisogno di un solo arrivo aggiuntivo. Lavorare sulla durata del soggiorno può dunque valere quanto lavorare sul numero degli arrivi, con il vantaggio di sfruttare l’offerta già esistente.

Sintesi e conclusioni più rilevanti

Tra il 1999 e il 2019 il turismo a Maratea ha raddoppiato gli arrivi (+109%) e aumentato le presenze del 67%, con un’offerta fisica cresciuta di appena l’11% nei posti letto standard. La domanda si è quindi appoggiata a una capacità quasi immobile, che ha cambiato volto più per numero e dimensione delle strutture che per il numero dei letti disponibili.

Il dato più singolare riguarda gli stranieri. I loro arrivi sono raddoppiati (+104,5% tra il 1999 e il 2019) mentre le loro notti sono rimaste quasi ferme (+6,2%), con una permanenza media scesa da 4,88 a 2,53 notti e una quota sulle presenze passata dal 17,7% all’11,7%. Maratea attira più visitatori esteri di un tempo ma li trattiene molto meno.

La pandemia ha mostrato la diversa natura delle due componenti. Gli italiani hanno perso il 30% degli arrivi nel 2020 e recuperato rapidamente grazie al turismo di prossimità, mentre gli stranieri hanno perso oltre l’83% e sono tornati su livelli pre-Covid solo nel 2025. Nel 2023, ultimo anno con una base statistica pienamente confrontabile con il passato, arrivi e presenze erano ancora intorno all’85% del 2019.

Dal 2024 la serie cambia natura. L’ingresso delle locazioni turistiche nelle statistiche rende i numeri recenti (314 esercizi e 4.335 posti letto standard nel 2025, ma anche i record di presenze) frutto in parte di un perimetro più largo. Resta un segnale positivo perché la rilevazione intercetta ora un’ospitalità prima invisibile, ma un confronto rigoroso con il passato richiede di separare i due tratti. Mancano inoltre informazioni essenziali per un’analisi completa, come la distribuzione mensile dei flussi, le nazionalità degli ospiti e la tipologia delle strutture.

Per chi lavora al marketing della destinazione le indicazioni sono abbastanza chiare. C’è un margine importante nell’allungare i soggiorni, in particolare quelli stranieri, perché una sola notte in più per ospite vale quanto migliaia di arrivi aggiuntivi. Serve poi conoscere meglio da dove arrivano i visitatori esteri e quando arrivano, per capire se la stagionalità (che questi dati annuali non mostrano) sia ancora il vero limite della capacità di Maratea. Su queste informazioni passa anche il valore del territorio per tutta la Basilicata, che nella costa tirrenica ha una vetrina turistica di primo piano.

Personalmente credo che la lezione più utile di questi ventisei anni sia quella di guardare ai numeri con la stessa pazienza con cui si guarda il mare di Maratea. Una singola stagione record o un singolo anno difficile dicono poco, mentre le tendenze lunghe raccontano con onestà dove siamo e dove possiamo andare. Gli arrivi riempiono le statistiche; sono le notti a riempire un territorio.

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Nicola Propato

Nicola Propato

Sono il webmaster di marateaclub! Controllo che tutto funzioni per il meglio e ogni tanto condivido le mie fotografie preferite.

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