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10 colpi di mercato che hanno fatto la storia del Maratea Calcio

In attesa di scoprire i nuovi acquisti del Maratea, ecco una rassegna di 10 colpi di mercato (rigorosamente in ordine cronologico) che hanno segnato indelebilmente la storia del calcio marateota.

Estate, tempo di mare, sole e… calciomercato! Nel periodo in cui la mancanza del calcio giocato si avverte più intensamente a tenere viva la passione dei tifosi è l’altra metà di questo sport, quella fatta di telefonate, trattative, intrighi, retroscena, accordi, strette di mano, foto di rito e cose formali. Lo hanno ben capito già da anni gli addetti alla comunicazione del mondo del calcio, che hanno progressivamente architettato un meccanismo di spettacolarizzazione del calciomercato che catalizza l’attenzione dello spettatore a livelli inimmaginabili, al punto che c’è chi delle news sul calciomercato ne ha fatto un lavoro. Vedasi il caso di Fabrizio Romano, senz’altro il top mondiale del settore: non c’è trattativa o movimento di mercato che gli sfugga, e se una notizia è riportata da lui allora ci si può fidare al 100%.
Un po’ diverso è il discorso per il calcio dilettantistico e in particolare il nostro Maratea. Se da un lato, grazie ai social e alle testate giornalistiche online si hanno, già da qualche anno, annunci dell’ufficialità dei trasferimenti, dall’altro lato il complesso mondo delle indiscrezioni e degli aggiornamenti sulle trattative è ancora affidato alle fonti orali.
Ne consegue che, per il calcio locale, l’annuncio ufficiale di un trasferimento possa ancora scatenare quella scarica di adrenalina e hype sportiva tipica dei cosiddetti “botti di mercato”.
In attesa allora di scoprire quali saranno i colpi del calciomercato del Maratea di questa stagione, ecco una rassegna di 10 grandi colpi di mercato della storia del Maratea.

AVVERTENZE, LEGGERE BENE PRIMA DI PROSEGUIRE
La rassegna è naturalmente strettamente soggettiva, perché per quanto si possa cercare un riscontro oggettivo tra numeri e risultati sul campo parliamo di un ambito dove l’emozione e la passione fanno la parte del leone. Tanti nomi pur meritevoli di menzione non sono stati fatti per motivi di spazio.
Dal momento che si parla di calciomercato, ho voluto inserire nella rassegna solamente i calciatori non di Maratea, con una sola eccezione come vedrete, ossia quei calciatori formatisi e diventati “grandi” altrove e che si è poi riusciti a portare tra le fila del Maratea Calcio.
Ultima premessa, la rassegna non è una classifica, segue rigorosamente l’ordine cronologico dei fatti.

1) Ezio Pepe (1949)

La gloriosa Turrita Maratea, che partecipa al primo campionato regionale lucano, è composta da un mix di marateoti, capitanati dal fondatore della squadra Biagio Vitolo, e giocatori provenienti dal circondario, fra i quali si distingue il blocco proveniente dal già affermato Scalea, la cui punta di diamante è Ezio Pepe.
Centravanti di immenso talento, Pepe arriva a Maratea nel 1949 dopo aver giocato per ben 5 stagioni in Serie C con la Vis Pesaro e dopo aver disputato anche una stagione in Serie B con il Cosenza. Trasferitosi nella Turrita insieme ai compaesani Ciaccio, Barbarello e Scoppetta, Pepe segna gol a raffica trascinando la squadra alla vittoria dei due gironi eliminatori che conducono alle final four di Potenza, dove una Turrita rimaneggiata e priva dello stesso Pepe cederà per 2-3 al termine di un’epica battaglia con la Juventina Potenza, poi vincitrice del campionato.
Affezionatissimi al bomber di Scalea, i tifosi marateoti arriveranno addirittura a modificare il testo del celebre inno “La Turrita”, inserendo il verso “…e con un tiro Ezio Pepe la rete sfonderà!”

2) Vincenzo Ferrulli (1966)

La campagna acquisti dell’estate 1966, condotta dal neo-presidente Gaetano Santoro, è un susseguirsi di colpi da fuochi d’artificio per tentare l’assalto alla promozione in Serie D. Agli innesti del portiere Di Giuseppe, del centravanti Gagliardi e delle stelle del Lauria Giuseppe Izzo, Carmine e Domenico Riccio si va ad aggiungere il botto finale, Vincenzo Ferrulli, centrocampista dalla classe cristallina con alle spalle presenze addirittura nel Torino, seguite poi da grandi stagioni nel Potenza che diede spettacolo in Serie B e in cui militava il futuro attaccante della Nazionale Roberto Boninsegna.
Ferrulli sarà capocannoniere del campionato 1966-67, che vedrà il Maratea concludere al terzo posto, andrà via a fine stagione e ritornerà a metà degli anni ’70 , chiudendo la carriera proprio col Maratea, con cui giocherà fino a fine decennio ricoprendo il ruolo di allenatore-giocatore oltre che di capitano.
Ancora oggi, chiunque l’abbia visto giocare dal vivo afferma che Ferrulli sia stato in assoluto il più forte calciatore della storia del Maratea.

3) Osvaldo Melfi (1982)

È la primavera del 1982 quando, in occasione dell’incontro del campionato giovanile tra Maratea e Lagonegro, lo staff tecnico marateota ha gli occhi puntati sul centravanti del Lagonegro, un ragazzino di 19 anni proveniente da San Martino d’Agri di cui si dice un gran bene: Osvaldo Melfi. Al termine della partita, vinta per 1-0 dal Lagonegro proprio grazie a un rigore di Melfi, avviene l’incontro tra la dirigenza granata, con a capo il presidente Aldo Trotta, e il centravanti valdagrino, che dalla stagione seguente vestirà la maglia del Maratea. Nelle 5 stagioni seguenti Melfi sarà il trascinatore assoluto del Maratea, segnando quasi in ogni partita disputata, mettendo a referto l’impressionante cifra di 34 gol segnati in 30 partite nella stagione 1985-86, quella della vittoria della Prima Categoria che vale l’approdo in Promozione, un record che difficilmente verrà battuto. Quando a fine stagione 1986-87 Melfi lascerà il Maratea per passare tra i Professionisti, il totale di reti segnate in maglia granata ammonterà alla mostruosa cifra di 110 gol, che ne fanno il più prolifico marcatore di tutti i tempi del Maratea oltre che uno dei più amati dai tifosi marateoti.

4) Sasà Manfellotto (1986)

Nell’estate 1986, mentre il Maratea si prepara allo storico debutto in Promozione, la stella Osvaldo Melfi si rende suo malgrado protagonista di un curioso episodio, incappando in una squalifica a seguito di un diverbio con l’arbitro di un torneo estivo, rivelatosi poi un arbitro ufficiale. Mentre la dirigenza marateota lavora diplomaticamente, riuscendo a ottenere poi la riduzione della squalifica alle prime due giornate, il presidente Trotta invia l’allenatore Elio Avigliano a Napoli, ad un raduno organizzato dal procuratore Tascone, alla ricerca di un nuovo attaccante. Fra i giocatori in campo c’è un ragazzino napoletano che cattura immediatamente l’attenzione di Avigliano con una grande prova coronata da uno splendido gol. Si chiama Salvatore Manfellotto, detto Sasà. Avigliano informa il presidente Trotta, che contatta Tascone e conclude la trattativa in modo fulmineo. La sera di sabato 4 ottobre, un giorno dopo aver compiuto 20 anni, Manfellotto arriva a Maratea; il giorno dopo debutta di titolare con il Maratea, con la maglia numero 11; 37 minuti dopo il fischio d’inizio Sasà segna di testa al Melfi il primo dei suoi 28 gol in granata. Per i tifosi è un colpo di fulmine. Manfellotto andrà a comporre con Osvaldo Melfi una delle coppie gol più efficaci, spettacolari e iconiche della storia del Maratea, che raggiungerà il culmine nell’epocale 4-3 al fortissimo Pro Matera, con tripletta di Melfi e gol di Sasà.

5) Antonio Crusco (1988)

Uno dei colpi più sensazionali della storia del Maratea è paradossalmente anche uno di quelli che avrà purtroppo il peggior rendimento sul campo. Antonio Crusco, nativo di Sapri, approda al Maratea dopo aver giocato in Serie A con il Catania e dopo aver appena terminato una lunga e fortunata carriera nel calcio professionistico. Crusco arriva in granata all’età di 30 anni (all’epoca a quell’età si era considerati già abbastanza “vecchi” tra i professionisti) nel febbraio 1988, ingaggiato dal presidente Trotta per aiutare un Maratea che ha ormai concluso un ciclo e che rischia di retrocedere dalla Promozione. Alle grandi attese, enfatizzate anche da numerosi articoli sulle testate sportive lucane, non seguono però grandi risultati sul campo. L’unico vero sprazzo di grande livello è il gol che permette al Maratea di battere il Moliterno, ma è una meteora; il finale di campionato vedrà addirittura Crusco incappare in una squalifica di due giornate per un’espulsione per fallo di reazione contro il Real Genzano, e i granata riusciranno a salvarsi soltanto grazie ai ripescaggi.

6) Carmelo La Torre (1990)

È un grande rinnovamento quello che il Maratea vive nell’estate del 1990, sia a livello dirigenziale che di calciatori in rosa. Il neo-presidente Filippo Maimone e il direttore sportivo Biagio Piscitelli mettono a disposizione del nuovo allenatore Domenico D’Imperio un vero e proprio squadrone, con innesti di grande livello in tutti i reparti, come il portiere Giuliano Greco, il difensore Mauro Pisani, il centrocampista Antonello Fontana e gli attaccanti Vito Cornetta e Saverio Menta solo per citarne qualcuno, ma il fiore all’occhiello del mercato estivo è l’innesto di uno dei più grandi calciatori ad aver mai indossato la maglia granata, il centrocampista Carmelo La Torre, originario di Scalea e già splendido protagonista in Serie B con le maglie di Ternana e Bari. Giocatore sublime, La Torre univa al talento sul campo le sue splendide qualità umane di professionista eccelso e persona umile, garbata e generosa, sempre pronta a sostenere e aiutare tutti i suoi compagni. Con La Torre come leader dentro e fuori dal campo e il gioco spumeggiante proposto da D’Imperio il Maratea disputerà una delle più belle stagioni della sua storia, classificandosi al 5° posto in Promozione (che all’epoca era il massimo campionato regionale, attuale Eccellenza) con 49 gol fatti e 33 subiti in 30 partite e mantenendo inoltre inviolata la propria porta per ben 653 minuti consecutivi.

7) Donato Turturiello (1996)

Per la stagione 1996-97 il Maratea punta con convinzione alla vittoria dell’Eccellenza per raggiungere quella Serie D sfiorata a più riprese negli anni ’50 e ’60 e a inizio anni ’90. Il presidente Vincenzo Limongi e il direttore sportivo Vincenzo Metastasio conducono una campagna acquisti estiva faraonica, a cominciare dall’allenatore Biagio Savarese, uno dei nomi di punta del calcio lucano, che porta in riva al Tirreno veri e propri top player come il portiere Daniele Moreschi, l’esterno Donato Zaccagnino e l’attaccante Paolo Panariello. L’avvio di campionato è però stentato, quindi nella sessione di mercato di novembre la dirigenza piazza altri due colpi da capogiro: il difensore Gustavo Cittadini e soprattutto il centravanti Donato Turturiello, uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio dilettantistico lucano. Turturiello esordisce alla 9′ giornata in trasferta ad Avigliano e come biglietto da visita piazza addirittura una tripletta. Segnerà a raffica, 15 reti in 21 presenze, diventando l’idolo dei tifosi granata che per tutta la stagione sognano grazie alle ripetute vittorie di un Maratea trascinato dalle sue prodezze. Sono però successi effimeri, perché purtroppo la clamorosa sconfitta a Tito a tre giornate dalla fine risulterà fatale al Maratea nella corsa alla vittoria del campionato, e da lì si aprirà una travagliata fase che porterà, due anni dopo, alla chiusura della squadra. I gol di Donato Turturiello rimangono, ad oggi, un bellissimo e malinconico ricordo dell’ultimo grande Maratea in Eccellenza.

8) Carmine Cantisani (2014)

Dopo 15 anni difficilissimi, in cui si alternano nuovi sodalizi e lunghe stagioni senza che ci sia una prima squadra, il Maratea rinasce definitivamente grazie all’opera di Biagio Avigliano, innestandosi sulle consolidate fondamenta della società giovanile FC Maratea presieduta da Anna Montesano. Nell’estate del 2014 un’intera generazione, che fino ad un paio di anni prima del Maratea aveva solo sentito parlare nei racconti dei più grandi, vive per la prima volta l’ebbrezza di un mercato estivo in cui si va alla ricerca di innesti provenienti dai paesi del circondario per affrontare con buone ambizioni la Seconda Categoria, dopo il successo in Terza nella stagione precedente. Fra i nuovi arrivi i riflettori sono puntati sull’attaccante Carmine Cantisani. Subito in gol all’esordio in trasferta, Cantisani segna anche al debutto casalingo. L’amore con i nuovi tifosi ci mette poco a sbocciare, il tridente Maimone-Cantisani-Di Puglia infiamma le platee a suon di reti. A gennaio proprio un gol di Cantisani decide lo scontro diretto Maratea-Viggianello e proietta il Maratea nelle zone alte della classifica, dando il via ad un’appassionante sfida a tre tra Maratea, Viggianello e Astra Tramutola che vedrà la sua epica conclusione col successo del Maratea a Viggianello all’ultima giornata, che darà ai granata la vittoria del campionato e la promozione in Prima Categoria. Cantisani segnerà 36 gol in due stagioni e mezzo con la maglia del Maratea, numeri che lo rendono ad oggi il quarto miglior marcatore dell’FC Maratea oltre che uno dei simboli della rinascita della squadra tirrenica.

9) Saverio Maimone (2014)

L’eccezione di questa rassegna, dedicata ai calciatori non di Maratea, è rappresentata dal marateota DOC Saverio Maimone, per un motivo particolare: il suo arrivo dalla Soccer Lagonegro, dopo vari anni trascorsi nel Picerno, è stato il primo colpo di mercato del Maratea annunciato sui social. Il 16 dicembre 2014, infatti, il giornalista Biagio Bianculli, nome di spicco del giornalismo sportivo lucano, annunciava sul suo profilo di Facebook:”Saverio Maimone passa dalla Soccer Lagonegro al Maratea.” Un post semplice, essenziale, ma storico, anche per le numerose condivisioni da parte dei tifosi marateoti (Per l’amico Biagio, se a questo post tu avessi aggiunto un:”IAMU BELLI!” forse non avremmo mai sentito parlare dell’odierno “HERE WE GO!” di Fabrizio Romano). L’innesto di Saverio risulterà decisivo per la vittoria del campionato raccontata al punto precedente, ma darà anche il via alla sua splendida carriera in maglia granata. Ad oggi Maimone è vice-capitano del Maratea e, con 27 reti, è il 6° miglior marcatore della storia dell’FC Maratea, oltre che il difensore del Maratea più prolifico di tutti i tempi.

10) Mattia Matellicani (2020)

Nell’estate 2020, superata la prima fase della pandemia di Covid-19, il calcio lucano prova a ripartire dopo la sospensione avvenuta a marzo. Per il Maratea, fresco di approdo in Prima Categoria, il presidente Giacomo Ricciardi e il direttore generale Biagio Velardi piazzano una sontuosa campagna acquisti che va a rinforzare la squadra in ogni reparto, puntando con decisione al ritorno in quella Promozione che manca dal 1998. Tra i vari innesti spicca quello di un ragazzo di 23 anni proveniente dal PraiaTortora e che ha alle spalle un’esperienza in Serie C con il Catanzaro come under: Mattia Matellicani. La storia del campionato 2020-21 è nota, si fa giusto in tempo a disputare due giornate (in cui Matellicani mette a referto un assist) prima che esploda la seconda fase della pandemia, ma quando la situazione migliora, un anno dopo, e i campionati ripartono, il Maratea è fin da subito un rullo compressore, trascinato dai gol di Paolo Laino, che ne segna 17, e proprio di Matellicani, che ne segna 13, e i granata vincono la Prima, tornando così in Promozione. A Matellicani va ancora meglio l’anno dopo, quando sono ben 17 le reti con cui contribuisce al 6° posto del Maratea in Promozione, prima di trasferirsi al Lagonegro. 30 gol in due stagioni fanno di Mattia Matellicani il 5° miglior marcatore della storia dell’FC Maratea, oltre che uno dei protagonisti assoluti dei più recenti successi granata.

Termina qui questa rassegna, ora non ci resta che metterci comodi ed aspettare gli annunci dei giocatori che comporranno la rosa del Maratea per il campionato 2025-26, pronti a scrivere nuove memorabili pagine di storia granata!

Francesco Fontana

Francesco Fontana

Mi chiamo Francesco, sono un ingegnere meccanico e fra le mie prime parole da bambino c'erano "Schumacher", "Pantani" e "Weah". Amo raccontare storie, meglio se di sport, e qui mi diverto a farlo per voi!

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