Come individuare Maratea su una mappa della civiltà italiana
Dove si collocherebbe Maratea in un’ipotetica mappa della civiltà italiana? Avrebbe un posto di rilievo, perché importante per qualche motivo? O sarebbe solo un puntino anonimo come tanti?
Dove si collocherebbe Maratea in un’ipotetica mappa della civiltà italiana? Avrebbe un posto di rilievo, perché importante per qualche motivo? O sarebbe solo un puntino anonimo come tanti?
Questa domenica si concluderà la festa di S. Maria di Porto Salvo, protettrice della frazione Porto di Maratea. A questa invocazione è intitolata anche la principale chiesa del Porto. Sempre domenica ci sarà la tradizionale processione sul mare. Ma quanto è antica questa tradizione?
Lo scorso sabato ho avuto modo di presentare l’articolo Storia del teatro comunale “San Biagio” di Maratea pubblicato nel quinto volume della rivista Basiliskòs. Oltre a ringraziare l’editore che ha voluto il mio contributo, l’amministrazione comunale che ha appoggiato la presentazione e tutte le persone intervenute, questo articolo vuole rispondere alla curiosità che più è emersa. Ma come era fatto l’antico teatro di Maratea?
Gian Carlo Marchesini, è un amico della nostra Maratea. Ha scritto diversi libri a lei dedicati. Negli scorsi giorni ha pubblicato un pensiero sul sito dell’amico Biagio Calderano, tra le cui righe formula una domanda che si può riassumere con il titolo di questo articolo.
Il moto istintivo è stato provato a dare, prima di tutto a me stesso, una risposta.
L’amore dei fedeli di Maratea d’ogni epoca per il santo patrono è tangibile. Se una festa patronale di 8 giorni non bastasse, i nostri antenati hanno deciso anche di raffigurare S. Biagio in ogni angolo possibile delle chiese e cappelle di Maratea. In questo articolo, una rapida guida per trovarne il più possibile.
Il giovedì della festa della traslazione delle reliquie di S. Biagio di Sebaste a Maratea è il giorno in cui tutti ci diamo appuntamento a Capo Casale. Qui, all’ingresso del Borgo (ora centro storico) di Maratea, il simulacro del santo viene spogliato del panno rosso e portato in trionfo in paese.
È momento molto accorsato della festa, forse quello più sentito. Ma perché ci piace così tanto?
La statua a mezzo busto del santo patrono di Maratea ha vissuto una vita a dir poco spericolata. È stata cesellata in argento a partire dal 1700, poi costruita integralmente nel 1706, coperta da un panno rosso nelle processioni dal 1781, cadde in mare nel 1806 e per due volte fu nelle mire di ladri (1873 e 1976). In questo articolo parliamo di questa vita di peripezie: questa è la storia della statua di S. Biagio di Maratea.
Al tramonto di oggi, a Maratea Castello ci sarà la processione del simulacro di S. Biagio. È la prima delle quattro processioni della tradizionale festa che commemora l’arrivo delle reliquie del santo armeno nella nostra Città. Questa processione è detta da molto tempo S. Biagio va per la Terra. Ma che vuol dire?
Il Crivo è il secondo monte più alto del territorio di Maratea. Sulla sua cima centrale, a circa 1150 metri s.l.m., c’è una Croce di ferro. Perché è lì?
Lo scorso venerdì è uscito nelle sale Scordato, terza regia di Rocco Papaleo. Il film, oltre che l’attore lauriota, vede nel cast l’attrice Giorgia e qualche volto nostrano (ma niente spoiler).
Ne approfittiamo per ricordare il primo film mai girato a Maratea: correva l’anno 1961 e il titolo era “A porte chiuse”.